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Le nuove tecnologie hanno modificato la nostra vita, le nostre modalità relazionali e indebolito le nostre risorse psicologiche, in molteplici ambiti della vita, anche nell’amore.

L’incontro virtuale è spesso paragonato ad un incontro al buio, e l’amore che può nascere attraverso questa modalità, ritenuto un tempo impossibile e assurdo, ad oggi sembra invece essere capace di smuovere emozioni vere e coinvolgenti proprio come quelle “reali”.

Alcune persone però, forse appartenenti ancora alla vecchia generazione, ritengono questa nuova opportunità di nascita dell’amore strana e fanno fatica a capire come sia possibile entrare in contatto e poi innamorarsi di una persona mai vista.

Secondo costoro, mancano elementi essenziali rispetto ai rapporti reali, face to face, quali il “vero” corteggiamento e innamoramento. Sembra non esserci tridimensionalità, voce, contatto fisico, gesti, linguaggio del corpo, odori; aumenta la possibilità di essere fraintesi. Quelli online sembrano rapporti incompleti e limitati: si è connessi, ma si vivono solo “pezzi” di quella persona e parole su uno schermo.

Le nuove generazioni invece, descritte come più incerte o anche superficiali, sembrano preferire questo tipo di legame, il quale se da un lato preserva una certa distanza e riduce il “rischio” di doversi impegnare, dall’altro permette di far emergere alcune fantasie e far cadere censure e controlli.

Per alcuni, il legame online sembrerebbe l’unico modo per esprimere le proprie emozioni. Tutto ciò ruota attorno a uno schermo che rappresenta una finestra verso il mondo relazionale e la macchina viene percepita dall’utente come un “secondo sé”. 

La riflessione su questi elementi ci porta a considerare la possibilità che anche in questo contesto esistano un corpo e una relazione, sebbene in maniera qualitativamente differente. Un corpo non effettivo ma egualmente rilevante, che va a costituire un elemento significativo anche nell’attrazione e nell’interazione virtuali. In internet il non verbale viene comunicato attraverso la scrittura, che diviene lo strumento per descrivere il proprio aspetto fisico e le sensazioni a esso correlate, anche attraverso l’ampio uso delle emoticon, come ad esempio nelle chat dove il gioco di seduzione passa prevalentemente attraverso la scrittura e risulta molto più simbolico e metaforico.

Negli ultimi studi sulle relazioni virtuali, anche il concetto di intimità è stato ampiamente rivisitato; essa sembrerebbe essere vissuta con molta più facilità e immediatezza rispetto alla vita reale. In tal modo l’ambiente Internet diviene un vero e proprio spazio entro il quale è possibile avviare uno svelamento di sé senza il timore di essere giudicati dall’interlocutore.

Dott.ssa Sabina Colomba Liguori

Psicologa e Psicoterapeuta

APS Newid