Uno dei simboli indiscussi delle imminenti festività è sicuramente Babbo Natale, figura fondamentale per grandi e piccini. Soprattutto i bambini lo considerano un aspetto imprescindibile del Natale, vivono intensamente l’attesa, sanno che arriverà per lasciar loro i suoi doni.

Può essere interessante quindi provare a capire quale sia il significato psicologico che si nasconde dietro Babbo Natale! È utile che i bambini vi credano? E quando è opportuno comunicare loro che si tratta di un personaggio di fantasia?

La figura di Babbo Natale sembrerebbe nascere dalla storia di S. Nicola, protettore dei bambini e patrono della famiglia. Il giorno di S. Nicola in Austria viene realizzata una messa in scena, nella quale il santo ed il suo servitore, Pietro il Nero, chiedono ai genitori come si è comportato il bambino. Nel caso il cui questi ha fatto il cattivo, Pietro inizia a rincorrere il piccolo con una frusta, ma S. Nicola interviene e lo porta in salvo, su promessa di essere buono, così da ricevere i doni.

Questa storia rappresenta l’ambivalenza presente in ognuno di noi e insegna ai bambini che si può essere amati nonostante la presenza in noi di parti sia buone che cattive. Si tratta di una rassicurazione importante per i più piccoli, che aiuta loro a crescere con un senso di protezione.

Ci sono però altri “doni” psicologici che Babbo Natale fa ai più piccoli, trasformando per un periodo della loro vita una fiaba in realtà. Tra di essi, fondamentale è il senso del “dono”. Donare e provare affetto rimanda infatti al sentimento di desiderio e a quanto ciascun bambino sia desiderato e amato per quello che è. In particolare, i doni di Babbo Natale sono desiderati ma non richiedono nulla in cambio. Questi doni rappresentano proprio la possibilità, per ciascun bimbo, di meritare affetto a prescindere. Si tratta di una importante rassicurazione psicologica, che aiuta ogni bambino ad accettarsi e ad accettare gli altri senza remore.

È fondamentale quindi aiutare i piccoli a credere in Babbo Natale.

L’esistenza di questo personaggio raccontata ai bambini è una piccola bugia che però spesso mette in crisi i genitori. Mamme e papà si possono sentire in colpa a dover mentire ai propri figli, rischiando di rovinare tutto ciò che c’è attorno a Babbo Natale e che rende così magico questo periodo, soprattutto per i più piccoli.

Mentre i grandi tendono a razionalizzare tutto, infatti, i bambini, invece, ricorrono spesso a quello che viene definito “pensiero magico”, utile loro a spiegarsi una realtà talvolta complessa. Questa forma di pensiero, presente più o meno dai 4 ai 10 anni, scompare pian piano con la maturazione del bambino. Essa supporta la fantasia infantile e aiuta i più piccoli a viversi il Natale come un periodo straordinario. Inoltre, va sottolineato che perfino i bambini molto piccoli sono ben capaci di distinguere tra immaginazione e realtà. “Facendo finta di” essi esercitano la propria capacità di figurarsi modi alternativi in cui la realtà potrebbe essere. Sembrerebbe addirittura che questa competenza cognitiva metta in moto lo stesso tipo di immaginazione richiesta nella soluzione di un problema scientifico.

Ma fino a che età è utile incoraggiare questa credenza?

Solitamente i bambini tendono a credere incondizionatamente a Babbo Natale fino a circa 5 anni. Intorno ai 7 anni nascono dubbi, mentre a 9 anni quasi più nessun bambino ci crede. Si tratta di una scoperta che non traumatizza i piccoli, che nel corso del tempo iniziano a coltivare sospetti. Evitare il “trauma” è compito di mamma e papà: meglio evitare rivelazioni improvvise e lasciare che la verità venga a galla pian piano.

In ogni caso, l’esistenza di Babbo Natale è fondamentale sia per i piccoli che per i grandi. Creare atmosfera e vivere un periodo di “magia” fa bene proprio a tutti.

E allora, buone feste!!!

 

 

Alessia Cuccurullo

Psicologa e Psicoterapeuta

APS Newid

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