“Il corpo che danza: cosa vedo allo specchio?”: Un seminario esperienziale per giovani ballerini.

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Il lavoro sinergico di corpo e mente favorisce la promozione del benessere individuale. L’aumento del benessere è favorito dalla costruzione di un’immagine mentale che rappresenti il proprio corpo come sano, come qualcosa che ci piace al di là degli stereotipi e delle immagini che lo sguardo esterno dei mass media ci rimandano.

A partire da queste riflessioni, un gruppo di giovani ballerini della scuola di ballo Angels of Dance Academy è stato coinvolto in un lavoro esperienziale sulla propria immagine corporea.

Il seminario, promosso dalle psicologhe dell’APS Newid ha avuto l’obiettivo di aprire un momento di riflessione su come ciascuno vede il proprio corpo e su come ci si immagina esso sia visto dall’esterno. Si è trattato del punto di partenza per approfondire quanto le immagini personali sul corpo influenzano i nostri pensieri e comportamenti, le nostre azioni alimentari e il nostro benessere, soprattutto in adolescenza.

L’incontro è nato dall’esigenza di promuovere benessere psicologico attraverso un giusto equilibrio fisico e alimentare. Si tratta di un’esigenza che spesso si manifesta forte nei contesti sportivi come le scuole di danza, nei quali talvolta vengono fuori disagi connessi all’idea che il proprio corpo sia in qualche modo “sbagliato”. Se questi pensieri sono condivisi col gruppo, se vengono raccolti e coltivati, possono dare vita ad un lavoro mentale oltre che fisico, che aiuta i giovani a crescere in un clima sereno e nel rispetto del proprio corpo.

Durante i lavori del seminario, ciascun partecipante ha avuto la possibilità di ritagliarsi uno spazio individuale di riflessione su sé stesso attraverso un’attività che gli ha permesso di pensare al proprio corpo e all’idea che ha di esso.

A partire da questa rappresentazione personale, poi, ha lavorato sull’idea che gli altri possono avere e gli rimandano del suo corpo. Fare la differenza tra “come mi vedo” e “come credo che gli altri mi vedano” è fondamentale per iniziare a riflettere su tutte le distorsioni che ciascuno attribuisce al proprio corpo e che invece sono spesso frutto di esagerazioni.

Questo confronto è stato ancor più arricchito con una terza dimensione, quella del desiderio. I giovani ballerini hanno infatti riflettuto su come vorrebbero che fosse il loro corpo e su quanto questo desiderio sia influenzato dagli altri o in che modo sia raggiungibile.

Dopo questa prima parte, sviluppata attraverso attività per lo più laboratoriali, che hanno stimolato il pensiero attraverso il gioco e l’azione, i partecipanti al seminario hanno dato il via ad un confronto di gruppo, attraverso una discussione costruttiva che è partita proprio dal corpo e dalle rappresentazioni individuali per arrivare a idee condivise sulla corporeità, sulla danza e su quanto l’alimentazione costituisca un aspetto integrante e facilitante il benessere corporeo.

È emersa chiaramente la necessità di approfondire ancora temi quali il corpo, l’immagine di sé stessi e il potere che ciascuno ha per rendersi piacevole ai propri occhi, che in uno sport quale la danza giocano un ruolo fondamentale.

                                                                                                                Alessia Cuccurullo

Psicologa e Psicoterapeuta

APS Newid