Gentilezza: ecco perché praticarla fa bene (a noi e agli altri)

Parlare di gentilezza può sembrare strano e talvolta lontano da molti comportamenti che quotidianamente viviamo. Eppure la giornata mondiale della gentilezza, che si celebra il 13 novembre, ci aiuta a ricordare quanto faccia bene, a noi e agli altri, essere gentili.

Essere gentili va al di là di un semplice comportamento: la gentilezza implica un modo di essere che coinvolge il nostro sé nel rapporto con gli altri. Si tratta di un atteggiamento elaborato, che richiede autocontrollo, empatia e stima dell’altro per essere praticato. La gentilezza si traduce in gesti concreti, che hanno però origine da una disposizione interiore autentica, caratterizzata da generosità, umiltà e disponibilità.

Si tratta di qualcosa che conosciamo bene: molti studi ci dicono che già dai sei mesi di vita i bambini esprimono comportamenti affabili verso gli altri. Sembra quindi che la mancanza di atti gentili sia il prodotto della spinta all’individualismo, propria della società attuale.  Al giorno d’oggi i gesti gentili sono diventati rari, questo perché siamo tutti più portati a pensare a noi stessi e tendiamo ad evitare comportamenti che “ci fanno perdere tempo”.

Ciò nonostante, è bene ricordare che si può scegliere di essere gentili. Questa scelta produce benessere non solo nei destinatari della nostra gentilezza, ma anche in noi stessi che la pratichiamo.

Ecco, quindi, perché la gentilezza ci fa così bene:

1 – Allontana preoccupazione, tristezza e pessimismo.

Gli atti di gentilezza ci aiutano a nutrire le nostre emozioni positive, dando loro forza e allontanando così stati d’animo negativi. Si tratta di una reazione a catena: più gentilezza pratichiamo e più siamo positivi!

2 – Migliora i rapporti sociali

Pensateci: ricevere una gentilezza ci aiuta a predisporci bene verso la persona che ce la fa. questo è uno dei pregi maggiori della gentilezza, ovvero ridurre le distanze sociali! Il vantaggio secondario, ma non indifferente, è anche che con atti di gentilezza riusciamo più facilmente a chiedere ed ottenere: provare per credere!

3 – La gentilezza…genera gentilezza

Essere gentili diventa contagioso, creando una buona disposizione in coloro che ci circondano. Tutto questo si traduce in un clima sociale ed emotivo più disteso e sicuramente molto meno conflittuale.

4 – Fa bene alla nostra salute fisica

Chi pratica la gentilezza si ritrova in un ambiente meno conflittuale e pertanto produce più ossitocina, il famoso ormone della felicità. L’ossitocina ha un ruolo fondamentale nel garantire un buon funzionamento del sistema cardiovascolare. In questo modo, rallenta anche l’invecchiamento fisico e cerebrale.

5 – Preserva anche la salute mentale

La gentilezza praticata costantemente agisce sul nostro umore, prevenendo lo stress e generando sicurezza e fiducia in noi stessi.  Fare qualcosa di gentile, ci fa sentire bene, anche grazie all’aumento dei livelli di dopamina che produce una sensazione di euforia seguita da una calma naturale.

A tutto ciò, va aggiunto, infine, il piacere intrinseco di generare serenità con un gesto piccolo e che ci costa veramente poco.

E allora, proviamo a regalare gentilezza, sempre!

Dott.ssa Alessia Cuccurullo

Psicologa-Psicoterapeuta

APS Newid

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