Questo periodo di quarantena costringe tutti, adulti e bambini, a interrompere le rassicuranti abitudini quotidiane creando a volte uno stato temporaneo di disorientamento.

In precedenza vi ho parlato già del coronavirus in un articolo, ma qui nello specifico approfondiamo i modi per gestirlo.

Preoccuparsi, agitarsi e alla fine attuare comportamenti irrazionali e controproducenti non serve. È utile cogliere quest’occasione per investire su nuove attività o su quelle attività che, nonostante fossero desiderate, non permettevano di essere coltivate a sufficienza proprio dalle abitudini.

Ma non è facile, così come non è facile gestire l’ansia e la paura in questo delicato momento.

Ecco di seguito qualche semplice suggerimento.

  1. La percezione del pericolo e il rispetto delle regole.

Quando siamo di fronte ad un pericolo, la nostra mente potrebbe portarci a sottostimarlo, o sovrastimarlo. E’ bene attenersi al pericolo oggettivo. Inoltre, mettendo in atto le semplici azioni di prevenzione possiamo ridurre significativamente i rischi di contagio per noi stessi, per chi ci è vicino e per la collettività tutta. Se rispettiamo le regole, andrà tutto bene.

  1. Evitare di cercare informazioni in maniera ossessiva e, soprattutto, su canali sbagliati.

In questi giorni siamo letteralmente bombardati da notizie, dai media, dai social, da amici, parenti ecc. Molto spesso circolano notizie false, che non fanno altro che generale allarmismo e panico. Quello che dobbiamo fare è consultare esclusivamente le fonti ufficiali.

  1. Rispettare le regole in questo caso significa fare delle rinunce.

C’è chi soffre della mancanza dei momenti conviviali con gli amici, della distanza dai propri familiari, dell’interrompersi delle abitudini quotidiane che creano la nostra routine, che tanto ci è cara. Non è semplice, ma abbiamo due capacità umane in grado di aiutare a gestire l’emergenza: l’adattamento e la resilienza, ossia la capacità far fronte agli eventi stressanti o traumatici, riorganizzando in maniera positiva la propria vita dinanzi alle difficoltà.

  1. Telefonatevi, scrivetevi, videochiamatevi.

Oltre alla paura, molti potrebbero provare un senso di vuoto e solitudine. Prima di tutto, pensate che questo è un fenomeno collettivo, e non personale: stiamo vivendo tutti la stessa situazione. Secondariamente, in questo la tecnologia ci viene in soccorso: abbiamo la possibilità di parlare, e addirittura di vedere a distanza le persone che amiamo.

  1. Accettare di “andare in ansia”

Può capitare in questo periodo anche alle persone più equilibrate di “andare in ansia”. Questo è assolutamente normale, e se dovesse succedere non sentitevi in alcun modo deboli: parlatene, sfogatevi, cercate di distrarvi e se ciò non dovesse essere sufficiente, noi psicologi siamo qui proprio per aiutarvi a gestire momenti come questo! Ricordatevi che a volte un piccolo gesto, come una semplice telefonata, può fare la differenza.

 

COME RASSICURARE I BAMBINI?

Tanti genitori si stanno chiedendo come faccio a rassicurare mio figlio? come faccio a dirglielo?

Per i bambini è importante la continuità delle attività anche perché trasmette un senso di sicurezza.

Fortunatamente le scuole si sono attivate per proseguire l’attività didattica e ludica anche a casa.

I bambini vanno protetti dalle irrazionalità e allarmismi degli adulti, per cui sarebbe utile non lasciare a casa i bambini con i media allarmistici sempre accesi per evitare di bombardare la loro mente con un quadro parziale e distorto di quello che sta accadendo fuori casa.

Di seguito alcuni consigli per aiutare a rassicurare i bambini:

  1. Dì la verità, in modo semplice, senza aggiungere particolari inutili e con parole adatte all’età di tuo figlio.
  2. Riconosci le tue emozioni, prima di tutto dentro di te, e poi nel tuo bambino.

Non negare di avere paura. Magari modifica il termine. Puoi dire ‘sono preoccupato’ anziché ‘sono spaventato’, ma non dovresti dire che non c’è niente di cui spaventarsi. Questo non è vero. Questo è un inganno e con le emozioni, come con i bambini, gli inganni durano poco.

  1. Rifletti e fai riflettere al bambino sul fatto che la paura può essere utile.

Può servire a proteggerci, a cercare soluzioni. La paura del contagio ci porta a lavarci più accuratamente le mani. Possiamo così imparare a non avere paura della paura.

  1. Ascoltare il bambino.

Lascialo parlare. Dagli il modo (e il tempo!) di esprimersi. Questo è molto difficile ma è il cuore di tutto.

  1. Prova, nei limiti del possibile, a fare di necessità virtù.

Dobbiamo rimanere reclusi in casa? Giochiamo insieme. Guardiamo insieme un film e commentiamolo insieme. Parliamo senza l’orologio in mano e gli affanni quotidiani. Raccontiamo una favola, per far volare in un grigio pomeriggio di fine inverno la propria fantasia.

 

Dott.ssa Sabina Colomba Liguori

Psicologa e Psicoterapeuta

APS Newid.

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