Hate speech: contrastarlo attraverso il dialogo con i giovani.

Il fenomeno dell’hate speech, ovvero del “linguaggio d’odio” veicolato sui social network è sempre più diffuso e produce il dilagare di un’aggressività che può avere radici differenti, ma che ha un minimo comune denominatore: colpire, offendere, aggredire.

 Questo tipo di linguaggio si nasconde spesso dietro il desiderio di voler “esprimere liberamente il proprio pensiero”. In realtà, sono altre le dimensioni psicologiche che spingono a fenomeni di aggressività, i quali possono confluire nel cyberbullismo e in veri e propri reati penali.

I social network, per la loro configurazione, presentano delle caratteristiche intrinseche che di certo facilitano il veicolo di messaggi d’odio:

  • Innanzi tutto, il fatto che siano “virtuali” e non concreti, dona l’illusione che non vi possa essere, se li utilizziamo, una conoscenza diretta di colui che li utilizza. Se non c’è tracciabilità, si crede erroneamente che ci si possa permettere di tutto, senza mai essere scoperti.
  • L’utilizzo di questi strumenti virtuali regala una sensazione di sicurezza, che sebbene sia fittizia ed illusoria, è confermata e rafforzata dalla “distanza” generata dallo schermo, che si frappone tra il soggetto e il mondo reale.
  • I social, inoltre, tendono a creare un effetto che viene definito “filtro psicologico”: gli utenti tendono ad enfatizzare i propri comportamenti per riuscire a mostrarsi agli altri, per apparire.
  • La sensazione di tranquillità, di conoscenza dello strumento data dal suo utilizzo quotidiano, inoltre, spinge ad agire senza assumersi le proprie responsabilità, annullando il pensiero prima dell’azione.

L’effetto finale è quello di una caduta dei freni inibitori, che confluisce inevitabilmente in comportamenti estremi e spesso dannosi, quali, appunto, quello dell’hate speech. La proliferazione e la fruibilità di tali contenuti sono naturalmente veicolate e facilitate dalle caratteristiche di internet, strumento sempre più utilizzato dai giovani adolescenti e pre-adolescenti.

Ed è proprio a loro che è stato rivolto un incontro di sensibilizzazione e discussione sull’hate speech. In occasione della settimana dello studente, organizzata dal Liceo E. Pascal di Pompei, la nostra associazione ha collaborato con la Pastorale Giovanile locale e la Polizia Postale di Napoli per coinvolgere gli studenti in un seminario di confronto.

I giovani sono stati sensibilizzati al tema attraverso riflessioni, video e soprattutto scambio di esperienze, mostrandosi curiosi ed interessati. Il seminario ha visto il coinvolgimento di circa 260 studenti, che non solo hanno ascoltato le voci degli esperti, ma che hanno fatto domande e condiviso pensieri su un argomento che per loro è molto vicino, sebbene sia poco esplorato ed approfondito.

Diverse indagini hanno dimostrato che parlare con adolescenti e preadolescenti di hate speech, sensibilizzarli e formarli ad un corretto utilizzo delle nuove tecnologie, ha sempre un effetto positivo, anche in termini di denunce e dunque di contrasto al fenomeno.

Newid è presente e disponibile a parlare ai più giovani, mettendo in evidenza che informazioni corrette, condivisione del pensiero e soprattutto riflessione sugli aspetti emotivi sono i primi strumenti di cambiamento e sensibilizzazione ai fenomeni d’odio! Contattaci per organizzare insieme un incontro sul tema!

Alessia Cuccurullo

Psicologa e psicoterapeuta

APS NEWID

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: