Le precoci interazioni madre-bambino, nello specifico l’allattamento, costituiscono le esperienze sulle quali si sviluppa la prima modalità relazionale che consente al neonato di entrare in contatto con il mondo: la relazione alimentare. Una madre non allatta semplicemente il proprio bambino, lo abbraccia, gli sorride, lo sostiene o lo disapprova con lo sguardo, gli parla attraverso il linguaggio verbale e pre-verbale. Si sviluppa una vera e propria relazione tra i due, caratterizzata da importanti aspetti emotivi, affettivi, comunicativi e cognitivi strettamente connessi alla nutrizione.
Il comportamento alimentare, dunque, non coincide con il mero atto nutritivo, ma è l’intreccio di questo con la complessa dimensione affettiva e relazionale che si struttura precocemente nelle interazioni tra la madre ed il neonato ed è modulata da codici affettivi, cognitivi e comportamentali.
L’allattamento, attraverso la suzione del seno materno, dunque, consente al neonato non solo di soddisfare il bisogno di nutrimento, necessario per la sopravvivenza, ma anche e soprattutto di entrare simbolicamente e materialmente in rapporto con l’altro, sperimentando le prime sensazioni di piacere e godimento connesse al messaggio di cura ed amore trasmesso dall’offerta materna del seno. Il comportamento osservato nel neonato di interrompe la suzione per giocare con il seno o per guardare il volto materno, infatti, mostra come il soddisfacimento sia tanto connesso alla madre, quanto al nutrimento in sé (Klein, M., 1972).
La relazione alimentare, quindi, organizza precocemente non solo i ritmi biologici infantili, come quello relativo a fame-sazietà, ma anche i rapporti interpersonali poiché rappresenta la prima esperienza di comunicazione e regolazione reciproca degli affetti, condivisa con la madre. Di fondamentale importanza, a tal fine, risulta la capacità della mamma di sintonizzarsi affettivamente agli stati d’animo e ai bisogni del bambino per rendere possibile il riconoscimento e l’adeguato soddisfacimento degli stessi, instaurando un vero e proprio dialogo emotivo, in cui entrambi alimentano e ritmano a turno la comunicazione, dando vita ad uno scambio ricco di intense emozioni. Il rispetto del turn-taking tra madre e neonato, in particolare all’interno dei cicli di attività-pausa che caratterizzano la suzione, costituisce un precursore dello sviluppo del linguaggio, nonché dell’interazione sociale. La ripetizione di scambi interattivi regolari e prevedibili tra i due membri della diade conduce, infatti, alla formazione di un sistema di aspettative reciproche, che il bambino gradualmente giunge a riconoscere, ricordare ed attendere.
Il comportamento alimentare è considerato parte del sistema di attaccamento: quando il bambino ha fame, così come quando ha sonno, sete, freddo, si trova cioè in una situazione avvertita come pericolosa, ricorre ai comportamenti di attaccamento, primo fra tutti il pianto, allo scopo di ottenere la vicinanza della figura primaria, che rappresenta per lui una base sicura (Bowlby, J., 1988).
Se l’allattamento è la prima forma di nutrizione e, contemporaneamente, il primo incontro con le regole, lo svezzamento né costituisce la fase successiva con una maggiore necessità di far fronte alle nuove esigenze del bambino che cresce. Il passaggio dal seno al biberon e poi al cucchiaio, la fase di svezzamento dunque, rappresenta la prima vera crisi relazionale, una prima vera separazione dalla madre.
Possiamo quindi osservare come l’esperienza nutrizionale, possedendo un significato relazionale profondo, sia un momento importante e con numerose conseguenze. Durante l’allattamento la relazione positiva tra madre e bambino innesca un circuito di esperienze positive e amorevoli nel bambino, mentre un circuito vizioso e difficoltoso può portare a continui rigurgiti di una relazione cibo-madre non buona.

Gabriella De Simone 

Psicologa e psicoterapeuta

APS Newid

2 commenti su “L’allattamento: l’importanza della relazione alimentare tra madre e neonato.”

  1. L’allattamento al seno, nel mondo moderno, considerato la miglior forma di allattamento possibile per il bambino. Se questo vero dal punto di vista strettamente nutritivo, per quanto riguarda l’aspetto psicologico non cos . Durante l’allattamento, il bimbo nutre il suo corpo ma anche il suo cuore. E da questo punto di vista non c’ alcuna differenza tra seno e biberon. La prima esperienza di soddisfacimento di un bisogno, la fame, avviene dentro alla relazione con un altro, per lo pi la madre, che prendendosi cura del neonato offre il proprio amore, unico e irripetibile. Essere nutriti per un bambino significa molto di pi che essere soddisfatti dal bisogno fisiologico della fame. Il nutrimento, infatti, carico di valenze psicologiche che orientano il bambino e la madre nella propria relazione.

    1. Alessia Cuccurullo

      Grazie di averci condiviso la sua idea. Si è  proprio vero che l’essere nutriti va molto oltre il semplice bisogno della fame. 

      Certamente l’allattamento al seno implica un contatto e una relazione specifica tra madre e bambino. La presenza, l’amore unico e profondo può esser trasmesso in questa relazione così come quella che si instaura utilizzando un biberon.

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