Obesità infantile: come una famiglia può prevenire o ridurre il problema?

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Sei consigli per i genitori

L’obesità è una condizione multifattoriale caratterizzata da un eccesso di peso corporeo maggiore del 20% rispetto il suo peso ideale per l’altezza. Nella nostra società l’aumento di tale disordine, specialmente in età infantile, è in forte crescita, tanto da esser stata definita una epidemia. Il Ministero della Salute riporta che un bambino su tre ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età.

Quando parliamo di obesità non ci riferiamo ad un’assenza di forza di volontà nel fare la dieta o ad un semplice problema fisico.  Il sintomo dell’obesità, nell’infanzia e poi in età adulta, è l’espressione di un disagio o di un conflitto nella coppia tra genitori e figli. L’idea di alcuni studiosi, come Framo e Minuchin, è che i sintomi si mantengono o regrediscono a seconda che servono alle funzioni relazionali della famiglia, costituendo una componente integrante ed una forza coesiva nelle relazioni; cioè servono per preservare il finto equilibrio familiare.

Detto ciò, possiamo affermare che ci sono alcune caratteristiche familiari che possono facilitare lo sviluppo dell’obesità.

6 ASPETTI DA EVITARE IN UNA FAMIGLIA

1.

Marcata incoerenza da parte dei genitori nell’uso del cibo. Ad esempio, usando il cibo come consolazione a qualsiasi male, oppure come punizione, o ancora quando viene offerto tanto cibo ma con l’invito a non mangiarlo.

2.

Confini confusi tra i membri della famiglia, scarsa differenziazione di ruoli e funzioni; il voler condividere “per forza tutto” porta ad una scarsa percezione dei bisogni propri e altrui.

3.

Rigidità, scarsa spontaneità ed iniziativa nonché profondo impegno nel mantenimento dello status quo. I sistemi di regole e di comunicazione rigidi perdono la flessibilità necessaria per fronteggiare crisi e bisogni individuali di cambiamento. In tale ottica l’abbuffata dell’obeso simboleggia una forma di protesta, un modo per rivendicare il controllo e il potere sulla propria vita.

4.

L’iperprotettività di alcune famiglie rende i figli incapaci di risolvere i problemi ed è, questa, una caratteristica tipica delle persone obese, spesso descritte come immature, passive e indecise, incapaci di esprimere le emozioni negative, come la rabbia.

5.

Evitamento del conflitto e dalla propensione a nascondere ogni tensione. In questi casi vi è una trasformazione dei conflitti emotivi in sintomi psicosomatici, dove il bambino e l’adolescente sintomatici possono avere un ruolo nel nascondere il conflitto familiare per mantenere l’equilibrio della famiglia.

6. Gerarchia non ben stabilita e carenza di leadership delinea una modalità interattiva in cui i membri squalificavano e disconoscono i messaggi degli altri. Ciò generebbe un’organizzazione familiare al quanto fragile, nella quale i membri incapaci di affrontare efficacemente i problemi ricadono nel sintomo di un’alimentazione disordinata.

Questi sono alcuni suggerimenti da poter seguire, ma se hai bisogno di confrontarti con uno specialista, o chiedere delle informazioni maggiori, puoi scriverci o chiamare il numero che trovi sul sito.