SOS RABBIA! Cosa posso fare quando mio figlio si arrabbia? Spesso non riesco a gestirlo..

Accade molto spesso che la rabbia venga mal interpretata e considerata solamente sotto un aspetto negativo. Questo perché è un’emozione che, quando arriva a livelli elevati, rischia di trasformarsi in un elemento distruttivo. Tale condizione può generare gesti violenti ed aggressivi per cui difficilmente si riesce a riconoscerne qualità positive.

Ma cosa succede al bambino quando si arrabbia?

Damasio (1995) definisce la rabbia, anche nei bambini, come una massiccia disorganizzazione del sé. Durante uno scoppio di ira, il livello di tensione nel corpo e nella mente del bambino è talmente alto da suscitare in lui un incontrollato bisogno di scaricarlo, verbalmente o fisicamente. Alcuni bambini esplodono regolarmente, scaricando la tensione che sentono nel corpo e nella mente attraverso morsi, calci, picchiando, imprecando, gridando o perdendo il controllo. I bambini più chiusi possono, invece, manifestare la loro rabbia anche attraverso il gioco esprimendo il bisogno di comunicare, “mettere fuori”, la confusione che sentono dentro di sé. Durante il gioco alcuni temi ricorrenti possono essere: terremoti, vulcani, incendi che non si spengono, esseri divoranti, cose che vanno in pezzi, etc. Attraverso l’attività ludica esprimono il bisogno e l’urgenza di scaricare la propria tensione emotiva interna che non riescono a cacciar fuori attraverso il linguaggio.

La rabbia viene molto spesso confusa con l’aggressività, di fatto però queste due esperienze sono assai differenti: mentre la rabbia è un’emozione, e può essere provata in differenti situazioni e con diversi livelli di intensità, l’aggressività riguarda un comportamento, messo in atto per colpire qualcosa o qualcuno. Winnicott, sostiene che “crescere è di per sé un atto aggressivo”; infatti basta osservare come i bambini si muovono con prontezza verso un giocattolo che suscita il loro interesse; l’afferrano con grinta e quando qualcuno prova a portarglielo via si ribellano con aggressività. Aggressività deriva dal termine latino aggredior che significa “cammino in avanti”, “vado verso”. Nei bambini l’aggressività è una modalità comunicativa e di crescita che si trasforma ed evolve in relazione alle tappe evolutive dello sviluppo del bambino e pertanto deve essere valutata in relazione alla sua età.

Le cause che possono portare un bambino a sperimentare frequentemente la rabbia sono molteplici:

  • quando l’amore o il bisogno vengono minacciati in modo continuo e traumatico;
  • la perdita di una persona amata, per abbandono o per morte, può causare rabbia e irritabilità;
  • un genitore a volte presente e affettuoso, a volte no, può suscitare rabbia in quanto il bambino è costretto in uno stato di stimolazione emotiva e corporea, dovuto alla speranza di una vicinanza futura, e poi alla frustrazione della delusione;
  • un bambino il cui genitore è sempre arrabbiato vive in continua allerta, in attesa del prossimo scoppio di rabbia;
  • un’infanzia di botte, violenze verbali e grida può consolidare nel bambino un circuito ininterrottamente attivato di rabbia;
  • l’essere testimone di violenze domestiche. Un bambino che vede un genitore picchiare l’altro trattiene il proprio dolore e la paura, assumendo un atteggiamento difensivo-aggressivo;
  • modelli educativi che si basano sul far provare vergogna a un bambino attivano circuiti rabbiosi e rancorosi.

Quando si verificano queste circostanze, la probabilità che un bambino metta in atto comportamenti aggressivi è molto elevata. Questo perché i suoi atteggiamenti aggressivi costituiscono un mezzo che utilizza  per chiedere aiuto o attenzione o per esprimere tutto il malessere che ha dentro. La cosa difficile è che non sempre i genitori si mettono in una posizione di ascolto cercando di interpretare determinati comportamenti, gesti. Piuttosto la prima reazione che comunemente scaturisce dai comportamenti rabbiosi del figlio è quella di rimproverarlo, giudicarlo o metterlo in punizione.

Cosa può quindi fare un genitore quando suo figlio ha forti crisi di rabbia che degenerano in comportamenti aggressivi?

I genitori possono, a seconda di quanto accade, mettere in campo dei comportamenti volti ad alleviare, indirizzare e comprendere la rabbia dei propri figli, come ad esempio:

–          Sintonizzarsi con l’intensità delle emozioni del bambino:

ovvero entrare in contatto con il bambino etrasformare in parole quello che secondo il genitore lui  sente dentro e che non riesce ad esprimere. Descrivergli con fermezza come lo si sta vedendo, se tanto o poco arrabbiato e dimostrargli la propria capacità di comprendere e di “vedere” la qualità e la forza di ciò che sta provando.

–          Contenere il bambino e le sue emozioni:

ovvero riuscire ad essere sufficientemente calmi, forti e gentili da riuscire a stare con un bambino che in quel momento esprime la sua rabbia in modo turbolento, sfuggente, aggressivo o respingente. Il punto è offrire al bambino la possibilità di sentirsi sicuro nel provare le sue emozioni. Anche trovare le parole giuste per esprimere le emozioni lo aiuterà a farlo sentire contenuto per offrirgli la possibilità di riflettere e pensare alle sue emozioni;

–          Offrire i confini che sta cercando:

se vi sembra che il bambino si comporti un po’ male, e non ha bisogno di essere sgridato o preso in braccio e tenuto, forse sta cercando un piccolo confine. Se smette, questo era il confine di cui aveva bisogno. Se non smette, e per esempio scrive sulla parete ancora più forte di prima, quello che cerca è un confine più grande. Forse ha bisogno di essere preso in braccio, forse ha bisogno che gli diciate “Dicevo sul serio, non va bene che scrivi sulla parete!”. Se smetterà sarà questo il confine che cercava se, invece, comincerà a buttare tutte le penne, i colori ed i giochi forse avrà bisogno di un confine più grande. Un confine non arrabbiato ma solo più consistente. Poiché ha bisogno di un confine più grande è probabile che la sua rabbia aumenti per verificare se davvero siete abbastanza forti da contenere tutta la sua parte incontrollata. Tutto quello che dovrete fare è stare li fino a quando non si sia calmato. Perché un bambino si senta contenuto nel pieno di una crisi di rabbia è importante che i genitori si sentano di poter rimanere calmi e forti allo stesso tempo. La cosa importante per il bambino è capire che i sentimenti non sono giusti o sbagliati, ma che sicuramente ci sono dei comportamenti corretti e altri meno.

La rabbia rappresenta, quindi, un veicolo di espressione emotiva importante e forte per i bambini ma lo è anche per i loro genitori, poiché hanno in sé una grande risorsa che è quella di essere contemporaneamente contenitore e strumento utile a raccogliere ciò che i loro piccoli sentono ma che ancora non sanno come mettere fuori. Inoltre, il fatto che la rabbia abbia anche una connotazione positiva, ci aiuta a simbolizzarla non solo come “dannosa” ma, ci offre nuovi stimoli per riconoscerla ed aiutare i figli a viverla e ad sostenerla senza sentirsi dei bimbi “cattivi”!Il genitore, potrà farsi presenza concreta e mentale per il bambino, potrà rappresentare una sicurezza esterna, per lui che non ha ancora una sicurezza interiorizzata e che teme di essere abbandonato in preda alla furia impulsiva rabbiosa, propria ed altrui.

Denise Basile

Psicologa e Psicoterapeuta

APS NEWID

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