Da Mary Poppins a Mrs Doubtfire, passando per Tata Matilda e tante altre.

Quanto sono importanti le tate per la crescita dei bambini?

Considerando il poco tempo che oggi i genitori trascorrono con i propri figli per gli innumerevoli impegni di lavoro, sempre più spesso la crescita e l’educazione dei bambini è affidata alle tate.

Si prendono cura dei piccoli dal risveglio alla nanna, passando per le pappe, i giochi, le passeggiate, il bagnetto.

La tata finisce per diventare una seconda mamma quella a cui si resterà affettivamente legati per il resto della vita; a cui poter confidare segreti e raccontare delle proprie esperienze proprio come si farebbe con una mamma ma con un tocco di leggerezza in più perché la tata è sempre la tata e anche se severa, lascia i rimproveri alla mamma.

Questa visione della tata è un po’ cambiata nel corso degli anni. Andiamo allora a curiosare nel tempo per scoprire come essa si è trasformata dal passato ad oggi.

In passato le tate erano le “nutrici” un vero e proprio sostituto materno; le cosiddette “balie” che provvedevano anche all’allattamento dei piccoli sostituendosi alla madre anche nella sua funzione di accudimento nutritivo.

Dalle nutrici si è passati alle tate intese come donne che non solo si preoccupavano della crescita dei bambini in assenza dei genitori, ma che esercitavano anche una funziona pedagogica nel senso di educare e dare regole.  Insomma le tate scherzosamente definite “s.o.s” quelle da chiamare per “mettere ordine” laddove non c’è n’era in termini di abitudini e regole.

Il salto dalle nutrici alle tate è stato tanto veloce quanto quello dalle tate alle baby sitter odierne.

Che differenza passa tra la tata e la baby sitter?

Innanzitutto la quantità di tempo trascorsa con i bambini; le nutrici e le tate spesso vivevano in casa con la famiglia di cui si prendevano cura provvedendo interamente ad essa.

 Le baby sitter moderne trascorrono meno tempo con i bambini spesso occupate solo in ore mattutine e/o pomeridiane e interessate esclusivamente allo svolgimento di alcune specifiche mansioni come far fare loro i compiti piuttosto che accompagnarli allo sport dunque fuori casa.

Un’altra importante differenza, fondamentale, risiede nel fatto che la tata era unica per il bambino e spesso quel bambino era unico per la tata; oggi spesso i bambini hanno una baby sitter al mattino diversa da quella del pomeriggio piuttosto da una che l’accompagna a scuola da quella che provvede ai compiti e allo sport.

Dunque sostanzialmente si chiede al bambino di “allenarsi” a stabilire molteplici relazioni con figure di riferimento significative nel suo percorso di crescita magari con modalità di accudimento l’una differente dall’altra.

Tali figure di riferimento sono essenziali nella crescita psicologica di un bambino per cui bisognerebbe fare delle giuste valutazioni prima di giungere alla soluzione migliore per lui e anche per mamme e papà che scelgono consapevolmente di affidarlo a qualcuno in loro assenza.

Dott.ssa Immacolata Fummo

Psicologa e Psicoterapeuta

APS Newid

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