Terapie riparative: perchè evitarle e rivolgersi a professionisti competenti

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Il termine “terapie riparative” rimanda al mondo LGBT, ovvero alla popolazione lesbica, gay, bisessuale e trans che si rivolge ai professionisti della salute mentale.

Sono trascorsi 30 anni dal 17 maggio 1990, data in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarò la progressiva cancellazione dell’omosessualità dai vari elenchi ufficiali delle malattie mentali. Da quella data così importante, molta strada è stata ancora percorsa in ambito psicologico e psichiatrico per riuscire a delineare modalità di accoglienza per il supporto alla popolazione LGBT+ (Lesbica, Gay, Bisex, Trans, ecc).

Ciò nonostante, sebbene forti evidenze scientifiche e sviluppi culturali, abbiano posto l’accento sull’infondatezza dello stereotipo che considera l’omosessualità una malattia, ancora molti sono gli approcci che si propongono di “guarire” le persone lesbiche, gay e bisessuali.

Tali approcci sono definiti appunto come “terapie riparative” e costituiscono, è importante evidenziarlo, una violazione del codice deontologico degli psicologi e degli psicoterapeuti.

La scienza e il mondo accademico, infatti, ne riconoscono non solo l’infondatezza ma soprattutto la dannosità.

Come descritto anche nel nostro articolo https://www.psicologinewid.it/lamore-non-ha-sesso/, non è possibile in alcun modo curare la persona che attua comportamenti omosessuali fino a farla diventare “ex-gay”, così come sostengono coloro che praticano queste tecniche. Essi provocano anzi un grave danno alle persone e vanno quindi denunciati!

A tal proposito, vale la pena ricordare che le ricerche effettuate in questo campo mettono in luce che le terapie riparative provocano negli individui perdita di interesse sessuale, ansia, depressione e impulsi suicidari. Il lavoro psicologico che mettono in atto va quindi contro qualsiasi tentativo di crescita della persona, solitamente finalizzato all’integrazione del Sé e al benessere personale.

Dunque, le terapie riparative sono prive di fondamento scientifico e per questo motivo sono vietate dalle principali istituzioni della Salute Mentale, sia nazionali che internazionali.

Cosa succede quando una persona chiede di cambiare il proprio orientamento sessuale?

In questo caso il/la professionista esperto/a, competente e rispettoso/a farà un lavoro di “analisi della domanda”, ovvero esplorerà la richiesta, individuando le questioni conflittuali relative ai vissuti di stigma e sofferenza vissuti.

Se sei una persona LGBT+ e desideri approfondire questioni personali con un professionista competente ed esperto, puoi contattarci tramite la mail info@psicologinewid.it o al numero 3774040346.

Se sei un professionista e vuoi approfondire le questioni connesse all’accoglienza psicologica delle persone LGBT+, contattaci all’indirizzo info@psicologinewid.it o aderisci alla nostra proposta formativa: https://www.psicologinewid.it/evento/il-mondo-lgbt-dalla-teoria-alle-tecniche-del-colloquio-clinico/?instance_id=3

Dott.ssa Alessia Cuccurullo

Psicologa-Psicoterapeuta

APS Newid