Essere trans: cosa indica questa condizione?

Cosa significa la parola “Trans”? Molto spesso utilizziamo questo, come altri termini, con un’accezione che non corrisponde del tutto alla realtà. In particolare in questi giorni, fatti recenti di cronaca ci hanno messo di fronte a realtà delle quali tendiamo ad ignorare l’esistenza o che talvolta consideriamo sconvenienti o scomode, semplicemente perché le vediamo lontane da noi.

Comprendere meglio il significato di alcuni termini quindi ci può aiutare a ricollocare alcune realtà e a comprendere meglio i nostri errori.

La parola Trans è l’abbreviazione di “transessuale”, un termine che indica la condizione di una persona che sente di non appartenere al sesso biologico con il quale è nato. L’esperienza vissuta da una persona trans, dunque, è quella di un corpo che contraddice il suo sentire. Il termine si declina al femminile (“la” transessuale) per indicare persone transessuali di sesso anatomico maschile che sentono di essere femmine (MtF – Male to Female) e al maschile (“il” transessuale) per indicare persone di sesso anatomico femminile che sentono di essere maschi (FtM – Female to Male).

Quando facciamo riferimento a questa specifica area della nostra identità, parliamo di quella che la scienza definisce identità di genere, ovvero il senso intimo, profondo e soggettivo di appartenenza ad un sesso e non all’altro.

Tale senso di appartenenza nasce e si stabilizza già a partire dai 3-4 anni di età e non è modificabile in alcun modo. Un bambino, infatti, sa già indicare se sente di essere un maschio o una femmina, a prescindere da quelli che sono i suoi desideri di gioco o di relazione. L’identità di genere è basata sulla differenza cromosomica tra uomo e donna, ma non è sempre necessariamente coincidente con questa.

Molte persone si domandano come “si diventi” trans, se è possibile parlare di “scelta” e quali sono i fattori che possono condizionare questa specifica dimensione identitaria.

E’ molto importante precisare che tutti noi, non solo le persone trans, sviluppiamo la nostra identità di genere nel contesto dei rapporti affettivamente significativi e dell’ambiente socio-educativo, in base a caratteristiche biologiche predisponenti.

La personalità individuale e l’identità, nelle sue diverse sfaccettature, nascono dall’intreccio complesso ed indefinibile di diversi elementi che si sviluppano o meno durante la vita a partire da esperienze e stimoli.  L’identità transessuale, come altre identità, non è dunque determinata specificamente da alcun fattore particolate. Inoltre, quando parliamo di “scelta transessuale” facciamo riferimento al momento in cui la persona decide di “esplicitare” all’esterno i suoi vissuti interni. Per questo non è una scelta intenzionale essere trans, ma solo l’unica strada da percorrere per evitare di vivere una vita che sia solo sofferenza.

Le persone trans, infatti, desiderano vivere la propria vita aderendo ad una dimensione sociale e affettiva che corrisponda il più possibile al vissuto psicologico. Per questo motivo, buona parte di esse intraprendono un iter psicologico, medico e legale che le aiuti nel conformare il più possibile il proprio corpo e i documenti anagrafici a ciò che sentono di essere.

Va anche evidenziato che l’identità di genere non è necessariamente binaria o dicotomica: esistono diverse sfumature. Alcune persone, ad esempio, percepiscono di non appartenere strettamente a nessuno dei due sessi biologici e risultano ‘non conformi’ alle norme culturali

Solitamente il termine transgender viene utilizzato per riferirsi a tutti coloro la cui identità di genere non è totalmente allineata al sesso assegnato alla nascita.

Molte sono le violenze e i soprusi che le persone trans vivono durante la propria esistenza. La cronaca anche recente indica proprio la presenza di livelli elevati di transfobia, ovvero di disprezzo e odio verso le persone trans. Diverse sono le ragioni, sociali e culturali che danno origine a questi soprusi. La prima e più importante arma di difesa è la conoscenza. La corretta informazione e il contatto con persone che pensiamo lontane ma che semplicemente non conosciamo, può aiutarci a rivedere le nostre posizioni e, più semplicemente, a comprendere.

Alessia Cuccurullo

Psicologa e Psicoterapeutsa

APS Newid

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