nido

Il nido: il luogo che raccoglie le lacrime dei bambini e con sempre maggior frequenza quelle dei genitori.

Le maestre, le educatrici, sanno che durante i primi giorni di inserimento dovranno accogliere non solo i piccoli, spaventati e tristi lontani dalle loro mamme e dai loro papà, ma anche gli stessi genitori che condividono le stesse emozioni dei loro figli.

Per i bimbi i primi giorni sono difficili da affrontare, perché sperimentano un ambiente nuovo, si ritrovano tra le braccia di estranei che cercano invano di consolarli e, soprattutto, restano lunghe ore senza la mamma.

I papà, nei giorni successivi alla nascita del figlio, si trovano costretti a tornare subito a lavoro, per cui sia per loro che per i bambini, la separazione è quasi immediata.

Per le mamme è molto diverso. Il naturale periodo dell’allattamento consente loro di aumentare sempre più il tempo condiviso con il loro piccolo. Le giornate, nei primi mesi, vedono madri e neonati sempre insieme. Il distacco allora porta con sé una serie di emozioni, paure, angosce, sensi di colpa, che le mamme provano ogni volta che devono lasciare i figli al nido in preda alle lacrime.

Mamma Lucia è una di queste mamme e Francesca Pia la sua piccola. Leggiamo la loro esperienza.

  • Quanti anni ha tua figlia e come mai hai scelto di portarla al nido?

Mia figlia ha un anno e tre mesi e ha iniziato il nido un mese fa. Ho preso questa decisione perché lavorando sia io che il padre quasi tutto il giorno e avendo i genitori lontani abbiamo dovuto…Abbiamo atteso che Francesca Pia completasse tutte le vaccinazioni obbligatorie e non. Prima di portarla al nido mia madre e mia suocera si alternavano con mio marito a seconda dei turni di lavoro ma dovevano fare molti chilometri per raggiungerci ed era un grande sacrificio.

  • Come sono stati per lei e per voi genitori i primi giorni di inserimento?

Il primo giorno è stato bruttissimo. Ho allattato mia figlia fino al nono mese; al decimo mese decisi di interrompere gradualmente l’allattamento perché dovevo iniziare a preparare il distacco per il nido e già questo è stato molto difficile. Il primo giorno è stato un mix di emozioni: quando l’abbiamo lasciata ho sentito come se mi stessero strappando qualcosa dentro e sia io che il papà piangevamo. Francesca Pia invece non piangeva, ma ci guardava dalla porta. Il primo giorno è stata solo un’ora ma mi è sembrata la più lunga della mia vita. Poi nelle tre settimane successive, appena la lasciavo iniziava a piangere ma smetteva prima ancora che io arrivassi al cancello d’ingresso. Io ero disperata e mi sentivo in colpa…poi pian piano è andata meglio. Adesso è felicissima di trascorrere le sue giornate lì, le piace tanto stare con gli altri bambini. Inizio a vedere tanti progressi nel linguaggio, nei comportamenti, è più socievole, meno nervosa.

  • Quali sono state le emozioni e i pensieri prevalenti?

Le emozioni sono state tante, impossibili da spiegare e anche i pensieri. La paura prevalente (tra le più sensate) era che, con l’inserimento al nido avrebbe cambiato radicalmente le sue abitudini e mi domandavo se questo poteva o meno nuocerle. Dopo la prima settimana sono svanite “quasi” tutte….

  • Cosa consiglieresti ad una mamma che sta pensando se iscrivere o meno la figlia al nido?

I consigli possono essere molti ma credo che se una mamma segue il proprio istinto non sbaglia mai. Forse le racconterei come sono giunta io a prendere questa decisione. Per prima cosa ho parlato con il mio pediatra, spiegando la situazione e mi sono fatta consigliare. Poi, può sembrare banale, ma ho cercato di non ascoltare la tv e tutte quelle storie che raccontano (per lo più tragedie che avvengono a scuola). Ho valutato bene la struttura dove mia figlia avrebbe trascorso le sue giornate e ne ho scelta una in cui si svolgono diverse attività che stimolano la sua curiosità e il suo apprendimento (infatti vedo tanti miglioramenti). Una cosa importante per non disabituare la bambina o farla innervosire è stato mantenere una continuità con gli orari del nido anche nel fine settimana.

Io provo a seguire sempre il mio istinto materno magari anche sbagliando a volte, ma anche sbagliare mi aiuta a crescere. In bocca al lupo a voi mamme che prenderete questa decisione e non sentitevi in colpa…in fondo andate a lavorare per garantire un futuro migliore ai vostri piccoli.

 

 

Un grazie speciale a mamma Lucia!

Per approfondimenti si rimanda anche all’articolo della dott.ssa Basile cliccando sul link https://www.psicologinewid.it/inserimento-nido/

 

Dott.ssa Federica Visone

Psicologa-Psicoterapeuta

APS Newid

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