13,4 milioni di italiani soffrono di insonnia, e nel 60-70% dei casi si tratta di donne. L’incidenza è maggiore soprattutto tra i 45 e i 65 anni e vi sono ripercussioni sia sul piano della salute pubblica che sull’economia nazionale. I costi per il trattamento dei disturbi del sonno sono molto alti e rappresentano una spesa ingente per la sanità. Ma qui non parliamo solo di politica.
Quando parliamo di insonnia non ci riferiamo solo alla mancanza di sonno o a una difficoltà di mantenere il sonno, ma di una malattia che ha un impatto molto importante anche sulla salute mentale e fisica delle persone. L’insonnia, in qualunque forma, è determinata da una moltitudine di fattori: stress, disturbi psichiatrici, stile di vita non equilibrato (alimentazione, attività fisica). Inoltre, aumenta il rischio di sviluppare diverse problematiche, come depressione, ansia, abuso di alcol, rischio suicidario, demenza e ictus, malattie cardiovascolari e disturbi metabolici, come obesità e diabete.
È necessario identificare questo problema con una diagnosi che sibasa principalmente su un’intervista clinica che prenda in considerazione il ciclo sonno-veglia del paziente, la sua storia del sonno, e alcune domande riguardanti la presenza di disturbi somatici e mentali. Il trattamento dell’insonnia, invece, vede come la via eletta sia la terapia CBT-I, una psicoterapia cognitivo comportamentale incentrata sull’insonnia. Elenchiamo quindi una serie di tecniche:
- Psicoeducazione a una corretta igiene del sonno: capire i fattori che influenzano e mantengono il sonno, fornendo anche regole per migliorare la qualità (ad esempio, no smartphone, no caffeina, no alcol)
- Restrizione del sonno: una tecnica comportamentale che consiste nel diminuire la quantità di tempo trascorsa a letto. Gli insonni tendono a recuperare le ore di sonno trascorrendo più tempo a letto, il che invece non aiuta a migliorare la qualità del sonno
- Controllo dello stimolo: la tecnica del controllo dello stimolo nella terapia dell’insonnia consiste in una serie di istruzioni mirate a ristabilire un regolare ritmo sonno-veglia e avere un maggior controllo sugli stimoli fisici e ambientali che interferiscono col sonno. Tra le varie prescrizioni vi sono quelle di andare a dormire solo se si percepisce sonnolenza, usare solo il letto per dormire e non per altro, evitare sonnellini pomeridiani, alzarsi e andare in un’altra stanza se il sonno non arriva in 15-20 minuti
- Ristrutturazione cognitiva: si impara a identificare i pensieri disfunzionali legati al sonno che generano ansia e inquietudine e con l’aiuto del terapeuta si impara metterli in discussione sostituendoli con modalità di pensiero più utili.
- Tecniche di rilassamento: la Mindfulness, ad esempio, assume un ruolo importante per prevenire e risolvere i problemi del sonno e per evitare che si presentino conseguenze nella vita di tutti i giorni.
Per il futuro, quindi, sarà necessario sottolineare e ampliare l’importanza di questo fenomeno, offrendo programmi di prevenzione dell’insonnia e implementando una rete di clinici che possa trattare questo disturbo, che, se sottovalutato o non trattato in maniera adeguata, può portare a conseguenze drammatiche per la salute mentale e fisica delle persone.








